Testimoni di Geova in Russia: gravi violazioni della libertà religiosa* – Raffaella Di Marzio – n. 53 – anno 2016

La situazione della libertà di religione e credo in Russia genera continue preoccupazioni e sconcerto per la gravità degli episodi e delle violazioni perpetrate dalle stesse autorità statali.

I casi da segnalare sarebbero molti, come già denunciato in diverse sedi istituzionali, ma, prendendo in considerazione quello che sta avvenendo solo a danno della Congregazione dei Testimoni di Geova, il quadro della situazione risulta comunque chiaro ed allarmante.

Secondo una ricostruzione pubblicata sul sito della Società Torre di Guardia «Il sistematico attacco della Russia contro i Testimoni di Geova si basa su prove fabbricate e su una deliberata applicazione impropria della legge federale contro le attività estremiste» (1).

La ricostruzione segnala un video nel quale si vedono alcune persone che entrano in un Sala del Regno in Russia al fine di «fabbricare prove per giustificare le accuse di estremismo mosse contro i Testimoni di Geova» (2).

Il 18 ottobre 2016 la Corte Suprema della Federazione Russa ha confermato la sentenza di una corte di grado inferiore che impone lo scioglimento dell’ente giuridico dei Testimoni di Geova di Orël con l’accusa di «estremismo» (3): il settimo ente giuridico dei Testimoni che le corti russe riescono a sciogliere applicando impropriamente la legge contro l’estremismo al culto dei Testimoni di Geova.

La chiusura di questa congregazione rappresenta un altro passo verso la chiusura delle sedi del movimento in tutto il Paese. In effetti la preoccupazione sullo stato della libertà religiosa in Russia cresce ogni giorno tra tutti coloro che sono interessati al rispetto della Dichiarazione dei Diritti dell’uomo e di tutte le leggi europee in materia, comprese le Linee Guida FoRB.

Il caso della Russia è stato segnalato da diverse ONG durante il meeting OSCE del 2016. Nel Paese l’approvazione, e l’entrata in vigore, della controversa legge Yarovaya, ha colpito indiscriminatamente tutte le chiese diverse dalla Chiesa Ortodossa Russa. La legge, infatti, limita il lavoro dei missionari, il proselitismo, l’insegnamento e qualsiasi attività finalizzata a invitare le persone ad aderire a un gruppo religioso. Stabilisce, inoltre, che le chiese cristiane possono svolgere le loro attività solo all’interno dei locali destinati alle attività religiose e se ne hanno l’autorizzazione. Anche le attività nelle case private e in Internet rientrano nelle limitazioni previste dalla legge, che è, in sostanza, contro chiunque predica agli ortodossi e cerca di convertirli, come, di solito, in Russia, fanno i protestanti, i Testimoni di Geova, la Chiesa di Scientology, e altri movimenti. Anche i sacerdoti cattolici evitano di rivolgersi ai non cattolici, in modo da non incorrere nelle sanzioni previste dalla legge.

Oltre a questo, le autorità russe stanno abusando della legge anti-estremismo che viene applicata contro comunità religiose minoritarie, perché, per essere accusati di «estremismo» non è necessario usare violenza o minacce: «estremismo» può essere anche solo cercare di convincere qualcuno della superiorità della propria religione rispetto a un’altra, anche se l’opera di propaganda si svolge in modo pacifico e rispettoso delle persone contattate. In merito a questo l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ha affermato:

«La legge federale ‘contro le attività estremiste’ […] è stata utilizzata impropriamente per farne uno strumento contro le attività di alcune religioni, in particolar modo dei Testimoni di Geova».

Questo particolare comma della legge ha provocato il bando delle pubblicazioni dei Testimoni di Geova e di pacifici gruppi di musulmani, alcuni dei quali sono stati imprigionati. Le pene previste dalla legge, e già inflitte, sono pesanti, con multe che superano i 780 dollari, se il reato è commesso da un individuo, e i 15.500 dollari se commesso da un gruppo. Gli stranieri che violano la legge possono essere espulsi.

Ci sono diversi casi segnalati, tra i quali, quello di un leader africano di una chiesa pentecostale, cittadino del Ghana, che è stato multato con 50.000 rubli per evangelizzazione illegale poiché aveva svolto attività di culto e predicazione senza le necessarie autorizzazioni, oppure quello di due turisti, cittadini americani, con la figlia minorenne, arrestati a Kaluga e multati con 3.000 rubli per violazione amministrativa della legge. Si tratta di due protestanti, amici della Chiesa Cristiana Evangelica di Kaluga, che stavano partecipando al culto della chiesa. Una petizione contro la legge russa ha superato le 100.000 firme, mentre la preoccupazione per la situazione della libertà religiosa e di credo in Russia cresce ogni giorno poiché le autorità russe si mostrano indifferenti o sfidano apertamente non solo le normative che tutelano le minoranze religiose, ma anche la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e qualsiasi norma finalizzata alla protezione e difesa delle minoranze.

L’ultimo atto di questo dramma è di pochi giorni fa, il 16 gennaio 2017, quando è stato respinto l’appello (4) con cui i Testimoni contestavano la legittimità della diffida, notificata dal procuratore generale Viktor Jakovlevič Grin’, alla loro sede nazionale, nella quale ordinava al Centro di sospendere tutte le «violazioni» entro due mesi.

Con il loro ricorso i Testimoni intendevano dimostrare che le accuse di «attività estremiste» si fondano su dichiarazioni false e prove costruite ad arte (5) dalle autorità con l’intento di far apparire il culto dei Testimoni un’attività criminale.

Secondo la ricostruzione pubblicata su Sito della Congregazione dei Testimoni di Geova, infatti, oltre ad accusare singoli Testimoni, «Gli agenti delle forze dell’ordine hanno usato le pubblicazioni vietate che loro stessi avevano messo nelle Sale (6) del Regno come ‘prove’ per avviare la chiusura delle associazioni religiose locali dei Testimoni. Quando un’associazione religiosa viene chiusa perché ‘estremista’, lo Stato ne confisca i beni. Di conseguenza i Testimoni locali perdono i loro luoghi di culto». Il giudice Moskalenko, della Corte distrettuale di Tver’, tuttavia, non ha ammesso le testimonianze e i video che smascherano le azioni illegali delle autorità. La giuria, composta da tre giudici, ha respinto tutte le argomentazioni presentate dai legali dei Testimoni confermando la sentenza del 12 ottobre 2016 emessa dalla Corte distrettuale di Tver’, che aveva deliberato in favore dell’Ufficio del procuratore generale.

Dopo questa decisione le autorità potranno agire sulla base della diffida del 2 marzo 2016 con conseguenze forse disastrose per la sopravvivenza della Congregazione in Russia.

 

*Ringraziamo il sito Voci su Libertà di Religione e Credo per aver concesso la pubblicazione.

 

RAFFAELLA DI MARZIO – Membro del direttivo Sipr (Società Italiana di Psicologia della Religione). Fondatrice e curatrice del Centro online di Informazione e Ricerca «Spiritualità, Religioni e Settarismi» (dimarzio.info).

 

Note

1 https://www.jw.org/it/news/sviluppi-legali/per-area/russia/minacciata-libertà-religiosa-testim-

oni-russia/

2 https://www.jw.org/it/news/sviluppi-legali/per-area/russia/polizia-semina-prove-video/

3 https://www.jw.org/it/news/sviluppi-legali/per-area/russia/scioglimento-ente-giuridico/

4 https://www.jw.org/it/news/sviluppi-legali/per-area/russia/respinto-appello-16012017/

5 https://www.jw.org/it/news/sviluppi-legali/per-area/russia/polizia-semina-prove-video/

6 https://www.jw.org/it/news/sviluppi-legali/per-area/russia/minacciata-libertà-religiosa-testimoni-russia/